Il film su Hannah Arendt e la “banalità del male” Il film Hannah Arendt racconta la storia della filosofa Hannah Arendt e del suo lavoro come giornalista durante il processo al nazista Adolf Eichmann, che si svolse a Gerusalemme nel 1961. Arendt assiste al processo e osserva il comportamento di Eichmann. Si accorge che non sembra un “mostro”, ma una persona normale che dice di aver semplicemente obbedito agli ordini. Da questa osservazione nasce la sua famosa idea della “banalità del male”: secondo Arendt, il male può essere compiuto anche da persone comuni che non riflettono sulle proprie azioni e che seguono gli ordini senza pensare alle conseguenze. Questa teoria suscitò molte polemiche, perché alcune persone pensarono che Arendt stesse giustificando Eichmann. In realtà la filosofa voleva far capire quanto sia pericoloso smettere di pensare con la propria testa e obbedire ciecamente all’autorità. Il film fa riflettere molto su temi importanti per le scienze umane, come la resp...
Arte e immagini nei Paesi musulmani Nel mondo musulmano l’arte ha assunto forme particolari. In molti casi la religione scoraggia la rappresentazione di esseri umani e animali , perché si vuole evitare qualsiasi forma di idolatria. Per questo motivo, in diversi Paesi islamici l’arte si è sviluppata soprattutto attraverso decorazioni astratte, motivi geometrici e una calligrafia molto elaborata . Anche senza rappresentare persone o animali, gli artisti riescono comunque a esprimere creatività ed estetica . Tuttavia non tutti i Paesi musulmani hanno lo stesso atteggiamento verso le immagini. In Arabia Saudita , per esempio, le regole religiose sono molto rigide e l’arte figurativa è quasi assente. Un esempio curioso riguarda alcuni segnali stradali per l’attraversamento pedonale: la figura della persona viene rappresentata senza testa, proprio per evitare di raffigurare completamente un essere umano. La situazione è diversa in Iran . Nella capitale Teheran si possono vedere molti mani...