Passa ai contenuti principali

Post

La meglio gioventù

  La meglio gioventù (serie)  La meglio gioventù è una miniserie italiana che racconta la storia di una famiglia italiana, in particolare dei fratelli Nicola e Matteo Carati, seguendoli per circa quarant’anni, dagli anni Sessanta ai primi Duemila. La serie parla soprattutto di giovani, scelte di vita e cambiamenti sociali. Attraverso le vicende personali dei protagonisti, vengono mostrati alcuni momenti fondamentali della storia italiana: le proteste studentesche del 1968, l’impegno politico, il terrorismo degli anni di piombo, la riforma della psichiatria con la chiusura dei manicomi, la lotta alla mafia e i cambiamenti della società moderna. Nicola rappresenta l’impegno sociale e culturale: studia medicina, lavora in ambito psichiatrico e crede nel miglioramento della società attraverso il dialogo e l’aiuto agli altri. Matteo, invece, è un personaggio più inquieto e fragile, in difficoltà nel trovare il proprio posto nel mondo, segnato dal disagio interiore e dall’incapacit...

Don Milani

Don Milani e la scuola di Barbiana Don Lorenzo Milani è stato un sacerdote ed educatore italiano che ha dedicato la sua vita ai ragazzi più poveri ed emarginati. Credeva che la scuola dovesse aiutare tutti, soprattutto chi partiva svantaggiato, e non escludere chi aveva più difficoltà. Per questo fondò la scuola di Barbiana, un piccolo centro educativo nato in un paese di montagna. Qui don Milani accoglieva ragazzi che spesso erano stati bocciati o allontanati dalla scuola tradizionale. A Barbiana non c’erano voti né bocciature: l’obiettivo non era giudicare, ma insegnare davvero. Nella scuola di Barbiana si studiava molto, ogni giorno. Don Milani dava grande importanza alle parole, perché pensava che saper leggere, scrivere ed esprimersi fosse fondamentale per difendere i propri diritti e partecipare alla vita sociale. Secondo lui, chi non ha le parole resta escluso e dipende sempre dagli altri. Il pensiero di don Milani è spiegato bene nella “Lettera a una professoressa”, un test...

Sociologia

Il mutamento sociale: perché le società non restano mai le stesse Il mutamento sociale: come e perché le società cambiano La società è un insieme organizzato di regole, ruoli e istituzioni che serve a mantenere l’ordine e a rendere prevedibili i comportamenti. Tuttavia, nessuna società resta immutata: il cambiamento è una sua caratteristica naturale. Cos’è il mutamento sociale Il mutamento sociale è l’insieme delle trasformazioni che, nel tempo, modificano l’ordine sociale, cioè i modi di vivere, pensare e organizzarsi delle persone. Nelle società moderne, il cambiamento è diventato un valore positivo, legato all’idea di progresso e innovazione. Fattori esterni di cambiamento Alcuni cambiamenti derivano da cause esterne, come l’ambiente o il clima. Ad esempio, la siccità in un territorio agricolo può costringere una popolazione a cambiare stile di vita, passando dall’agricoltura alla pastorizia, con conseguenze su economia, famiglia e religione. Fattori interni di cambiamento Altri ca...

Pedagogia

Il nuovo sentimento dell’infanzia: Ferrante Aporti e la nascita della scuola per i più piccoli A partire dai primi decenni dell’Ottocento nasce un nuovo “sentimento dell’infanzia”, cioè una diversa attenzione verso i bambini e la loro educazione. Questo cambiamento è legato alle idee di Rousseau, Pestalozzi e Richter , che valorizzano il bambino come essere innocente, spontaneo e sensibile, da educare con affetto e comprensione. Anche la medicina dell’epoca contribuisce a questo nuovo interesse, promuovendo una maggiore cura per la crescita fisica, l’igiene e la salute dei più piccoli. Tuttavia, l’Ottocento è anche il secolo in cui emerge con forza il problema dell’infanzia povera. Dopo il 1815 la popolazione cresce, ma molte famiglie vivono in condizioni di estrema povertà. I bambini poveri vengono spesso abbandonati, costretti a mendicare o a lavorare fin da piccoli in ambienti insalubri e pericolosi, come le fabbriche. Di fronte a queste situazioni nascono, in tutta Europa, inizia...

Sociologia

Il potere nella società: tra gerarchia, obbedienza e autorità La società non è un insieme caotico di persone, ma una struttura organizzata in cui ogni individuo occupa una posizione sociale e svolge un ruolo con comportamenti stabiliti . Queste posizioni formano una gerarchia, cioè un ordine in cui alcune persone hanno potere decisionale su altre. Questo non significa che chi sta più in alto valga di più, ma che ha più potere, ovvero la capacità di far eseguire i propri comandi. Secondo Max Weber, il potere è la possibilità che un individuo ottenga obbedienza. Più le persone seguono le sue decisioni, più grande è il suo potere. In ogni organizzazione — come un’azienda, una scuola o un ospedale — il potere è distribuito in modo diverso: un direttore decide più di un operaio, un medico più di un infermiere. Senza questa divisione di ruoli e poteri, regnerebbe il caos. Oltre al potere “ufficiale”, esiste anche un potere informale , cioè la capacità di imporre la propria volontà anc...